LE TECNICHE DESCRITTIVE

 

Possono essere utilizzate varie tecniche descrittive, esse variano secondo:

  • l’oggetto da descrivere
  • il destinatario della descrizione
  • lo scopo della descrizione

Le più comuni sono:

  • IL CRITERIO DELLA SELEZIONE

Fare una selezione degli elementi da descrivere.

  • IL CRITERIO DELL’ORDINE

Decidere in che ordine disporre gli elementi da descrivere.

  • DAL GENERALE AL PARTICOLARE: descrizione dell’oggetto presentandolo prima nel suo insieme e poi nelle varie parti.
  • L’ORDINE SPAZIALE: ordinare le parti dell’oggetto secondo un ordine spaziale (dall’interno verso l’esterno, dall’alto verso il basso, da un primo piano allo sfondo, da sinistra a destra o viceversa ecc.).

Viene usato soprattutto nella descrizione di luoghi o di persone.

  • ORDINE TEMPORALE: descrizione dell’oggetto in momenti diversi (della giornata, dell’anno, della vita) evidenziando i cambiamenti avuti nel tempo.

 

  • IL CRITERIO SENSORIALE

Descrivere l’oggetto mettendone in risalto gli elementi mediante l’utilizzo dei dati sensoriali (visivi, uditivi, gustativi, tattili, di movimento ecc.).

  • IL CRITERIO DEL PUNTO DI VISTA

Scegliere da che punto di osservazione si vuole descrivere un oggetto: fisso oppure secondo angolazioni diverse.

 

  • IL CRITERIO DELLA COMPARAZIONE

Per rendere più efficaci le descrizioni, si possono utilizzare i paragoni, le similitudini.

 

ALCUNI ESEMPI DI DESCRIZIONE

 

IL PUNTO DI VISTA

DAI TETTI

Si mosse e andò alla finestra: il sole era scomparso, e una bassa, fitta cortina di nubi grigie stava sospesa sulla città. Abitava al primo piano, ma la casa sorgeva sopra una specie di collina, e da quella parte un vasto panorama di tetti si stendeva davanti alla finestra: comignoli, tegole, terrazze, abbaini, poggioli.

Più lontano il fumo che ogni casa esalava si confondeva con le nubi e formava una specie di nebbia nella quale i profili irregolari dei tetti e la selva di camini perdevano ogni prospettiva, s’infittivano, si confondevano.

Sotto la finestra le tegole erano rossicce e dei ciuffi d’erba vi crescevano.

A.      Moravia (Gli indifferenti, Bompiani)

 

L’ ORDINE SPAZIALE

UN’ANZIANA

Era una donna sui sessantacinque anni, grassa e un po' elefantesca nei movimenti, con un enorme viso senza sopracciglia nel quale si sperdevano due grossi occhi glauchi.

In testa portava un berretto basco piegato su di un’orecchia. Intorno al collo aveva un foulard bianco fermato da una spilla. Indossava una camicetta grigia con due taschini e una gonna color blu come il basco. Ai piedi aveva degli stivaletti sopra ai quali calzava un paio di galosce.

P. Chiara (Il cappotto di astrakan, A. Mondadori)

 

LA SELEZIONE

MARE IN BURRASCA

Il mare fosco, sconvolto, era tutto coperto di schiuma. Onde altissime si avvicinavano con terribile e inesorabile calma, si incurvavano maestosamente formando una cavità verde-cupa lucida come il metallo, poi si rovesciavano sulla spiaggia con fragore di tuono.

T. Mann (I Buddenbrook, Einaudi)

 

I DATI SENSORIALI

LO SCOIATTOLO

Indaffarato, da un ramo all’altro a corsettine, senza mai toccar terra, saltava su un abete, rimbalzava su un pino, s’arrampicava, appariva sul lago, faceva provviste. Prima di sbucare nella radura, sotto i faggi, s’arrestò indeciso se fuggir via di soppiatto oppure inalberare la grande coda. Alfine inalberò la coda fino a ritorcerla sul capo e a balzi e a salti avanzò allo scoperto.

F. Tombari ( Il libro degli animali, A. Mondadori)

 

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