L’ IMPORTANZA DEL GIOCO NELL’ APPRENDIMENTO

GIOCARE è una delle attività più importanti per lo sviluppo dei bambini.

Attraverso il gioco, il bambino esprime la propria identità e sviluppa le proprie conoscenze, anche le più complesse.

E’ stato dimostrato da molti studiosi, pensatori e filosofi ( Aristotele, Frobel, Montessori, Huizinga e altri) come il gioco sia fondamentale nello sviluppo delle capacità cognitive, creative e relazionali.

Inizialmente, il bambino deve essere lasciato libero di scegliere se e quando giocare, perché l’imposizione toglie la componente ludica.

A poco a poco, egli vedrà il gioco come uno strumento utile per interagire con gli altri, in questo caso IL GIOCO assume una funzione sociale.

 

L’EVOLUZIONE DEL GIOCO

I giochi attivano i processi cognitivi in relazione all' età dei bambini.

Fino ai 2 anni, i bambini non sanno giocare insieme: stanno vicini e, magari, fanno le stesse attività ma non interagiscono tra di loro, al massimo si scambiano i giocattoli.

In questo periodo, si sviluppano le capacità e l’intelligenza senso-motoria, si possono proporre:

  • Giocattoli interattivi
  • Libri musicali
  • Libri per l’infanzia che li aiutino a riconoscere semplici forme, colori, personaggi, animali.

 

Dai 2 ai 7 anni, si sviluppa un’intelligenza pre-operatoria: il bambino inizia a comprendere la realtà che gli sta intorno e ha il desiderio di rappresentarla a modo suo, incomincia a sperimentare il gioco simbolico.

Si possono proporre:

  • Giochi esplorativi
  • Giochi di finzione
  • Giochi simbolici
  • Utilizzo di carta, matite, pennarelli…..
  • Invenzioni di storie con protagonisti i propri giocattoli
  • Costruzioni di legno o di plastica come i lego
  • Puzzle e memo per allenare la memoria e il ragionamento
  • Approccio a qualche semplice strumento musicale, per sviluppare la creatività e la fantasia.

 

Dai 6-7 anni fino agli 11-12 anni, il bambino è in grado di fare piccoli ragionamenti e di comprendere e accettare il concetto di regola.

A questa età, egli incomincia a sentire il bisogno di interagire con i propri coetanei e di partecipare a eventi di socialità.

Le attività più opportune potrebbero essere:

  • Pratica di uno sport di squadra
  • Semplici giochi da tavolo
  • Giochi di società

Dopo gli 11 anni, il bambino, ormai cresciuto, è in grado di fare ragionamenti complessi e di elaborare molte informazioni e quindi può passare al gioco di seriazione e classificazione.

Anche la tecnologia può aiutare se non se ne fa un uso eccessivo: in commercio e in rete, infatti, sono presenti giochi creativi che possono essere un prezioso supporto per l’educazione alla creatività e un utile sostegno per l’apprendimento.

 

 

LA SCUOLA e IL GIOCO

 

La funzione prioritaria del gioco è quella di pervenire, attraverso l’attuazione di attività coinvolgenti, ad una maggiore maturazione dell’individuo.

Il gioco, infatti, è un’attività così ricca di stimoli che riesce a catturare l’attenzione e a motivare anche i bambini con maggiori difficoltà, aiutandoli nell’acquisizione di conoscenze, strategie e competenze.

Molti studi hanno messo in evidenza come la presenza di un adulto (in questo caso l’insegnante) che sia in grado di interagire con i bambini, elaborando e guidando in modo adeguato il gioco, possa favorire lo sviluppo cognitivo e riequilibrare la sfera emotiva-affettiva.

I giochi attivano i processi cognitivi in relazione anche all’età dei bambini, per questo motivo è importante che l’insegnante scelga con attenzione i giochi proposti sapendo riconoscere, per ciascuno di essi, quali operazioni mentali fa svolgere ai bambini  e quali abilità potrebbero essere potenziate.

La scuola migliore per i bambini è quella che riesce ad utilizzare e valorizzare al massimo la dimensione ludica dell’insegnamento.

 

 

One thought on “L’ IMPORTANZA DEL GIOCO NELL’ APPRENDIMENTO

  1. Annalisa 8 Maggio 2019 at 12:05

    Non riesco a contattarti avrei piacere di collaborare a questo blog

Lascia un commento

Nome *
Email *
Sito web